Folla di donne e bambini ebrei durante la guerra

(fonte: Maurizio Molinari, La Stampa)

Oggi ricorre un triste anniversario. Il 16 ottobre 1943, 70 anni fa, alle 5.15 del mattino le SS invasero le strade del ghetto ebraico di Roma e presero 1024 persone, tra cui oltre 200 bambini. Due giorni dopo, alle 14.05  del 18 ottobre,  diciotto vagoni piombati partirono dalla stazione Tiburtina e dopo sei giorni arrivarono ad Auschwitz. Soltanto 16 sopravvissero.

Per una triste coincidenza, proprio in questi giorni la salma di Priebke, il capitano delle SS responsabile dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, come un infausto fantasma si aggira per l’Italia senza trovare sepoltura.

Riportiamo un episodio dei giorni della retata al ghetto di Roma, raccontato da Maurizio Molinari alla Stampa:

“Quando il 16 ottobre 1943 i tedeschi imprigionarono gli ebrei di Roma ne sfuggì loro uno, che continuerà a braccarli fino all’arrivo degli alleati. Questa è la storia di Pacifico Di Consiglio, detto Moretto, l’ebreo romano che di fronte alle persecuzioni scelse di battersi. Nasce nel 1921 in una famiglia povera, cresce senza il padre e quando a 17 anni viene discriminato dalle Leggi razziali reagisce iscrivendosi ad una palestra di pugilato, assieme all’amico Angelo Di Porto. Battersi sul ring lo aiuta a sfogare la rabbia e anche ad allenarsi perché davanti ai fascisti non abbassa gli occhi. …” Per leggere tutto l’articolo, clicca su Informazione Corretta.

Note di cultura

Per maggiori informazioni sul caso Priebke, clicca su La Stampa, o Repubblica. Per conoscere gli eventi storici che lo coivolsero, clicca qui.
Per conoscere gli eventi relativi alle Fosse Ardeatine cliccare qui.

Moretto, il boxeur che uccideva le SS a mani nude

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