How Science and Technology Affect Our Lives. Italian Innovations and Inventions.
Faculty Lecture Series. College Board Advanced Placement Program in Italian Language and Culture
Lezione di Elvira G. Di Fabio [https://italiannewsclicks.fas.harvard.edu/people/]

Sinossi

In questa mia lezione parliamo di come le scienze e le tecnologie influenzano la nostra vita, ed in particolare parlerò di innovazioni e invenzioni italiane.
La lezione fa parte del “Faculty Lecture Series” prodotta dal College Board per il suo programma di Advanced Placement (AP) ed è mirata a studenti liceali che si trovano ad un alto livello di studio. Alla fine del programma AP, gli studenti con il massimo di esiti avranno compiuto l’equivalente di una competenza linguistica di C1.

La lezione

#1: Argomento e andamento della lezione
Salve. Mi chiamo Elvira Di Fabio e per 30 anni sono stata la coordinatrice del programma di lingua italiana, e recentemente la direttrice dei programmi di lingue romanze, a Harvard University.

In questa mia lezione parliamo di come le scienze e le tecnologie influenzano la nostra vita, ed in particolare parlerò di innovazioni e invenzioni italiane.
Per prima, esaminiamo qualche rappresentativo contributo italiano per identificare poi tratti distintivi dell’approccio italiano. Infine, vi lascerò con alcuni siti da esplorare per capire meglio l’effetto dell’innovazione sulla vita attuale degli italiani.

#2: Scopo dell’argomento
Quando mi è stato proposto l’argomento di innovazioni e invenzioni italiane, ho accettato con tanto entusiasmo perché in quel momento stavo esplorando, a scopo puramente intellettuale, il mondo della scienza dei materiali, che si definisce interdisciplinare, dove varie discipline scientifiche interagiscono per oltrepassare i limiti dei materiali e le conseguenze di questo oltrepassare sull’esperienza umana in quanto riguarda l’ambiente, la salute, l’economia, l’industria, ma anche la lingua, la vita odierna, insomma la cultura. Allora l’idea di estendere questa mia curiosità personale al contributo italiano mi entusiasmava. Ma poi con la consapevolezza dell’ampiezza dell’argomento mi sono resa conto della sfida di contenere la mia breve lezione per rendere giustizia all’aspetto distintivo del caso italiano. Semplicemente elencare tutte le innovazioni e invenzioni italiane sarebbe stato assurdo e, francamente, impossibile, ma trovare un filo conduttore, una distinzione italiana che le accumunasse, sembrava più fattibile e pertinente all’argomento.

#3: Esempi rappresentativi di innovazioni italiane: Bialetti, Vespa, Architettura

Allora, per evidenziare l’approccio italiano all’innovazione e all’invenzione che rispecchia l’applicazione e lo scopo di una scienza dei materiali, ho scelto tre oggetti iconici.

La caffettiera Bialetti, il motorino Vespa e la struttura del Bosco Verticale a Milano.

Conosciuta semplicemente come, la Bialetti o la Moka, ormai un oggetto distintivo che si trova in ogni cucina italiana (e non), sempre in prima vista, pronta a compiere il suo dovere, è una invenzione resa possibile grazie ad un nuovo materiale metallurgico, cioè l’alluminio. Questo nuovo materiale si è mostrato flessibile, leggero, ma forte e duraturo. Nel 1933 Alfonso Bialetti sfrutta questo nuovo materiale per la produzione di una caffettiera distintiva con una base ottagonale e ad un costo accessibile a tutti, o meglio all’uso domestico di ogni famiglia di allora. La caffettiera è stata diffusa in ogni cucina italiana grazie all’impegno del figlio Renato Bialetti negli anni ’50. Infatti, l’immagine dell’omino coi baffi che si vede raffigurata sulla moka Bialetti è la caricatura dell’imprenditore stesso. Quindi, dal laboratorio alla cucina, l’interazione della scienza e della creatività ha oltrepassato i limiti ed ha reso domestico quello che era fino ad allora disponibile solo al bar, cioè una bella tazza di caffè espresso. E per rendere la cucina più chic, la ditta continua ad introdurre nuovi disegni, nuovi colori, nuovi specchi sulla società italiana: caffettiere tricolori, caffettiere della squadra di calcio preferita, ecc. Non sai cosa regalare a chi ti ospita? Cerca pure una Bialetti di ultima generazione e sarà sicuramente un grande successo.

Così come la piccola Moka ha trasportato l’espresso dal bar alle case di tutti gli italiani, la Vespa, il motorino creato dall’ingegnere Corradino D’Ascanio e prodotto dalla Piaggio nel 1946, ha sorpassato i limiti del trasporto, permettendo agli italiani una nuova libertà di muoversi per l’Italia con spensieratezza e poca spesa.

A differenza della motocicletta pesante ed ingombrante, l’innovazione di questo veicolo monomotore è la sua leggerezza e compattezza. All’epoca, queste qualità corrispondevano al desiderio di scappare dalla distruzione e dalla depressione della 2° Guerra Mondiale con un motorino che poteva praticamente volare e quindi schivare le costrizioni della geografia italiana, montagne e vallate, vicolini dei piccoli borghi e spazi variabili delle grandi città. La Vespa continua ad essere celebrata dai suoi seguaci per la sua velocità, sveltezza, design, e la felicità che evoca, come testimoniata nella canzone di Lunapop, “Vespa 50 special”. (vespa.com/it_IT) E come vedete in queste pagine di apertura sul sito della Vespa, l’oggetto si abbina con l’alta moda (Vespa e Dior) e ha anche coniato, come la Bialetti, una nuova espressione identificatrice: “Vespizzatevi,” che vuol dire praticamente “diventate Vespe,” influenzando, così, non solo il modo di parlare e comunicare, ma anche di essere degli italiani.

Infine, come ultimo esempio rappresentativo, ho scelto il Bosco Verticale, inaugurato nel 2014 sul disegno di Boeri Studio di Milano (https://www.stefanoboeriarchitetti.net/vertical- foresting/). Le strutture “BV” sono state costruite come torri per alberi, abitate da esseri umani, quindi una fusione di natura e arte, in questo caso l’arte dell’architettura, dove la natura sceglie e dirige. L’armonia panoramica tra struttura naturale e quella artificiale deriva dalle esigenze dell’abitante della città di Milano (per un posto dove abitare o lavorare) e da quelle del pianeta (che dipende dalla sopravvivenza della natura). Inoltre, ci sono delle ricerche che indicano che

gli effetti sterili della cementificazione vengono diminuiti dalla presenza verde, che a sua volta porta il benessere, la serenità e lo stimolo alla creatività.

#4: Tratti distintivi secondo Cottini
In questi modelli rappresentativi (la Bialetti, la Vespa, e il Bosco Verticale) troviamo dei tratti distintivi dell’innovazione italiana che il prof. Luca Cottini di Villanova University presenta nel suo podcast “Italian Innovators” (https://www.italianinnovators.com/). Nel segmento intitolato, “What does beauty have to do with innovation? The Italian Case” (https://www.youtube.com/watch?v=KA1aBFgF78Q), Cottini ci presenta quattro elementi che distinguono il caso italiano:

  1. 1)  il saper fare che deriva dalla tradizione e l’artigianato. L’idea, insomma, della “bottega”. Il saper fare (lavorare i materiali) per saper vivere (oltrepassare i limiti e influenzare la vita);
  2. 2)  il patrimonio, cioè quello che precede per garantire quello che viene dopo. La responsabilità per la longevità di un oggetto;
  3. 3)  la diversità dell’ambiente e degli spazi in modo che si possano negoziare le differenze geografiche e strutturali;
  4. 4)  l’immaginazione culturale che sostiene esperienze multi-sensoriali e abbraccia tutti gli aspetti della umanità.

Se esaminiamo i casi sopraccitati, vediamo la presenza di questi tratti.

Il saper fare che permette alla Bialetti di far entrare in ogni casa il culto del caffè che prima si gustava solo nei bar. Così che “il saper fare” il caffè diventa sinonimo di “saper vivere”.

La diversità dell’ambiente e degli spazi che la Vespa riesce a navigare con velocità e allegria.

L’immaginazione culturale del Bosco Verticale ispirata sia dalla letteratura, cioè il romanzo di Italo Calvino di un Barone che decide di vivere tra gli alberi, che dalla musica, e cioè una canzone di Adriano Celentano dove il cantautore, sempre memore degli effetti dell’inquinamento, immagina un albero di 30 piani. [URL]

E in quanto al patrimonio, tutti questi esempi della intercomunicazione tra la scienza dei materiali e la cultura sono parte dell’identikit dell’Italia e degli italiani. Non meri oggetti, ma esseri da coltivare e curare allo scopo di garantirne la longevità.

#5: Renzo Piano: “… amatelo e durerà cento anni”
Forse il messaggio più forte e più emblematico di questa sinergia viene dall’architetto Renzo Piano.
Se conoscete altri progetti di Piano, sapete che la luce spesso fa parte dei suoi oggetti. Guardate questi esempi che vi mostro qui: un giardino sospeso al 35o piano della Banca Intesa Sanpaolo a Torino, una rete conduttrice del Banco Popolare di Lodi, e a casa “mia”, la ricostruzione degli Harvard Art Museums con la nuova lanterna Piano in cima al palazzo originario. Tutti e tre sono esempi della interazione tra l’oggetto ideato nella Bottega Piano con

la diversità dell’ambiente e degli spazi. Tutti animati dalla luce naturale che filtra tra le strutture e contribuisce alla vita presente negli ambienti e, per osmosi, nella vita dell’oggetto.

Questo vale anche per la sua ultima realizzazione, il nuovo Ponte San Giorgio. In agosto del 2020, è stato inaugurato a Genova il Ponte San Giorgio, opera ideata dall’architetto Piano. Un semplice ponte? No. Il ponte sostituisce il Ponte Morandi collassato e crollato due anni prima lasciando 43 morti tra le macerie. Come Piano osserva in un paio di articoli citati su Italian News Clicks (italiannewsclicks.fas.harvard.edu), e presi dalla Stampa e dal Fatto Quotidiano, la sua opera è “figlia di una tragedia” con una pesante eredità sulle spalle. Il nuovo ponte vive, ha un passato e ha un futuro. Ma, “È anche un ponte che gioca con la luce […] Nelle ultime sere mi sono fermato a guardare l’effetto sulla chiglia della nave, sui piloni che vengono accarezzati dalla luce.” Note bene le parole chiave che Piano usa quando parla del suo “oggetto”, della creazione. Queste parole puntano all’animazione dell’oggetto: figlia, figlio, eredità, giocare, luce, accarezzati, amatelo, vita lunga e soprattutto felice. L’interazione tra il materiale e la natura è indicazione di vita. È proprio per questo che Piano chiama la sua creazione “figlia”; e il suo oggetto attira luce perché attira vita, e perciò conclude l’intervista lanciando un

messaggio: “amiamolo [come lui padre ama la figlia], fatelo vostro [e durerà mille anni].” #6: Riflessioni e per esplorare di più?

#7: Riassunto dei punti principali
Riassumiamo i punti principali di questa lezione

  • Abbiamo parlato della scienza dei materiali a scopo di oltrepassare i limiti della vita
  • Abbiamo accennato ad alcune icone innovative dell’Italia moderna: Bialetti, Vespa,Bosco Verticale
  • Grazie al prof. Cottini, abbiamo identificato quattro tratti distintivi dell’innovazione edell’invenzione italiana: il saper fare per il saper vivere, il patrimonio e la responsabilità di onorare ciò che è venuto prima, la creatività che nasce dalla diversità dell’ambiente italiano, l’immaginazione culturale che mira alla longevità di un oggetto.
  • E infine abbiamo considerato l’animazione di un oggetto, che pensiamo sia senza luce e senza vita, ma che al contrario… bisogna amare per dargli vita e longevità.Come fai ad amare le innovazioni e le invenzioni italiane? Vivile, per saper vivere. Esplora il sito Italian Innovators per scoprire i tanti contributi fatti dagli italiani, donne e uomini, scienziati e persone non-specializzate, passato, presente e futuro.

    Inoltre, esplora Italian News Clicks per articoli di giornale che spesso parlano dei recenti contributi italiani. Vedi se riesci ad identificare i tratti distintivi italiani di cui abbiamo parlato nelle innovazioni e invenzioni italiane di oggi.

    #8: Bibliografia citata.

  • Italian Innovators main website: www.italianinnovators.com
  • Italian News Clicks: www.italiannewsclicks.fas.harvard.edu
  • Bialetti: https://www.bialetti.com/it_it/
  • Vespa: https://www.vespa.com/it_IT
  • Stefano Boeri Studio, Bosco Verticale: https://www.stefanoboeriarchitetti.net/Mi auguro che questa lezione sia stata gradevole e che ti abbia ispirato ad approfondire l’argomento. Grazie dell’attenzione, e alla prossima!