foto di Camilleri(fonte: La Stampa)

E’ uscito nel weekend l’ultimo romanzo di Andrea Camilleri, La caccia al tesoro (Sellerio). E’ un libro anomalo rispetto al passato. Per la prima volta Camilleri si confronta non con le architetture della mente criminale, ma con i cupi abissi della follia.
Nella prima parte incontriamo la tragicommedia di due vecchi stralunati che si mettono a sparare dal balcone; una bambola gonfiabile sinistramente logorata dall’uso; un’altra bambola misteriosamente identica alla prima, affiorata da un cassonetto; un ragazzo appassionato di epistemologia che assomiglia a Harry Potter e si è messo in testa di studiare la logica investigativa di Montalbano. E una serie di biglietti anonimi fatti recapitare al commissario, indovinelli in rima ed enigmi numerici per proporgli una strana sfida cerebrale che diventa una sorta di caccia al tesoro.

Montalbano non ha nulla di meglio da fare e sta al gioco. Con qualche esitazione, all’inizio, poi sempre più coinvolto. Finché la storia si incrocia con la scomparsa di una “picciotta” – una ragazza bionda e bellissima, come spesso in Camilleri – e i messaggi in codice cominciano ad avere echi inquietanti di morbosità e ossessioni erotiche. In un crescendo di mistero la tensione si dilata e prepara un finale alla Hannibal Lecter, il delirante eroe di Thomas Harris.

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La caccia al tesoro. Il nuovo romanzo di Camilleri

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