Fotografia di Einstein

(fonte: Eugenio Scalfari, L’Espresso)

Secondo Scalfari, autore di questo interessante articolo,(interessante perche’dice molto della societa’ italiana)  l’etichetta che la destra populista  “avrebbe affibbiato” come un insulto, ad una  certa categoria di intellettuali italiani, sarebbe diventata al contrario un motivo d’onore. Gli intelettuali cosi’ etichettati, infatti, sono persone che credono in una  cultura laica, eterodossa e ironica.
“Fino a qualche tempo fa per definire un tipo bizzarro e “con la puzza sotto il naso” rispetto alle mode e ai comportamenti altrui si usava la parola snob“.
Artisti come Oscar Wilde, Dalí,  Ravel, cosi’ come i surrealisti e molte “avanguardie” e perfino Proust, furono giudicati esempi di snobismo.  La cultura fascista  che tendeva a privilegiare l’immagine dell’uomo forte e muscoloso a quella dell’uomo colto e raffinato ha contribuito a dare al termine snob un carattere dispregiativo.
Nell’ attuale societa’ italiana però, sostiene Scalfari,  “quella definizione è stata sostituita da un’altra: non si dice più snob ma invece radical-chic. Non è un sinonimo, c’è qualche cosa in più ed è una dimensione politica: il radical-chic è di sinistra.  Ma ancora una volta e’ stata la destra populista,  ad “affibbiare” questa etichetta ad intellettuali proprio come lui.  Per questa ed altre ragioni Scalfari conclude dicendo di non sentirsi offeso ma anzi di essere fiero di considerarsi un “radical-chic” perche’ i radical-chic sono illuministi e voltairiani”  che coltivano il culto per personaggi come  Einstein, Keynes e Roosevelt, anche loro considerati probabilmente “snob” ai loto tempi.

Per leggere tutto l’articolo di Eugenio Scalfari, clicca qui: L’Espresso

Uso della lingua

affibbiare: attaccare con una fibbia, quindi in modo resistente. Anche “appioppare”.
con la puzza sotto il naso: e’ un’espressione che indica un senso di superiorita’ e anche di disprezzo per gli altri..

Ebbene sì, siamo radical-chic

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