Vista di Piazza del Popolo gremita(fonte: Katia Riccardi,  Repubblica)

230 città sono scese in piazza oggi alla stessa ora, per lo stesso motivo e con lo stesso scopo. Difendere la dignità, non solo delle donne, ma del Paese a cui appartengono.  Non c’erano partiti oggi nelle piazze, non c’erano colori e idee politiche divise e divisibili.   Oggi le donne d’Italia si sono unite contro l’uomo che l’Italia rappresenta.. Si sono date appuntamento in piazza perché hanno figli e figlie che non vogliono far crescere con valori che non hanno scelto per loro stesse.

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Da New York a Maputo, oggi gli occhi del mondo si sono puntati sulle donne d’Italia. Ventinove città, da Amsterdam a Honolulu, da New York a Boston, da Parigi a Londra, dal Mozambico alla Nuova Zelanda. E poi Svizzera, Spagna, Repubblica Ceca, Giappone, Canada, Grecia.  A Berlino, in occasione del festival, al grido di ‘No Berlusconi Berlin’, le donne si riuniscono a Potsdammer Platz per protestare. Da Boston Andrea Ballabeni della Harvard Medical School spiega come ci siano molti italiani che seguono le vicende del nostro Paese.
“Abbiamo deciso di aderire alla manifestazione” facendo una foto di gruppo col numero 74 che è la posizione dell’Italia nel Global gender gap report del Word Economic Forum”. Un rapporto che misura il divario di opportunità tra uomini e donne in 134 Paesi. Secondo l’ultima edizione, l’Italia sarebbe scesa al 74esimo posto confermandosi come uno dei paesi europei con il punteggio più basso, preceduta da nazioni come Botswana, Vietnam, Ghana e Romania. Per leggere il secondo articolo di Katia Riccardi, clicca qui: Repubblica

Un milione in tutto il mondo a fianco delle donne italiane

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